TARANTO - Mazzette per le autorizzazioni a Linea Ambiente: l’ex presidente della provincia Tamburrano si difende in aula…

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TARANTO - Mazzette per le autorizzazioni a Linea Ambiente: l’ex presidente della provincia Tamburrano si difende in aula…

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Pubblicato da redazione in Taranto · 29 Settembre 2022
Tags: cronaca
«Desidero da adesso, ma anche fino alla fine di questo processo, affermare con forza la mia assoluta innocenza.

Non ho mai richiesto o accettato nulla di indebito, non ho mai promesso di intervenire su procedimenti della Provincia o di altri enti che hanno contribuito al rilascio di quell’autorizzazione per favorire Linea Ambiente o chiunque altro».

Si è difeso così Martino Tamburrano, l’ex presidente della Provincia di Taranto accusato di aver intascato regali e mazzette per l’ampliamento della discarica «La Torre – Caprarica» di Grottaglie e per il quale la procura ha chiesto la condanna a 9 anni e 9 mesi. Nell’udienza del 23 settembre scorso, l’ex esponente di Forza Italia ha voluto rendere dichiarazioni spontanee e fornire, per la prima volta dall’inizio dell’inchiesta che lo portò in carcere a marzo 2019, la sua versione dei fatti.

Al collegio ha detto «non ho mai ricevuto denaro o altre utilità da parte di nessuno» pur ammettendo di aver «certamente sbagliato ad intrattenere rapporti personali, cene o situazioni conviviali con alcuni soggetti che avevano avanzato richieste presso enti pubblici, compresa la Provincia che rappresentavo, ma questo – ha aggiunto – non ha influito minimamente nell’ amministrazione della cosa pubblica».

In merito agli altri imputati ha provato a spiegare la natura dei rapporti. Su Lorenzo Natile, dirigente della Provincia e in passato del comune di Massafra dove Tamburrano è stato sindaco, afferma di averlo sempre «reputata una persona per bene, capace e gran lavoratore e gode della mia più grande stima lavorativa e personale».

Sul manager di Linea Ambiente, Roberto Venuti, ha invece sostenuto che «non mi ha mai chiesto di approvare qualcosa che fosse illegittimo, chiedeva informazioni in merito, all’autorizzazione di Grottaglie al signor Lonoce il quale millantava situazioni o qualità quasi certamente per attirare l’attenzione del dottor Venuti che rappresentava un’azienda con cui lavorava e da cui dipendeva una quota dei suoi ricavi».

In merito alla candidatura della moglie, Maria Francavilla, al Senato nel 2018 ha spiegato di aver ricevuto la convocazione di Luigi vitali, all’epoca coordinatore regionale dei berlusconiani, e avanzò l’ipotesi della donna: «Ribadisco con fermezza – ha detto ai giudici – non ho ricevuto nessun contributo di 250.000 euro da Lonoce, così come millantato nelle intercettazioni ambientali. Per giunta i soli due incontri organizzati da Lonoce Pasquale non hanno interessato nemmeno lontanamente l’1% di quella cifra millantata».

E su quelle intercettazioni, infine, Tamburrano ha provato a dare una versione differente sostenendo che in quei giorni, giugno 2018, un’altra campagna elettorale si era chiusa e aveva visto il trionfo di Giuseppe Tarantino come sindaco al secondo mandato di San Marzano: «Lonoce, così come risulta più volte nelle intercettazioni parla di quello che gli è costata la campagna elettorale del comune di San Marzano, quantomeno in termini di assunzione di nuovo personale: ha assunto quel personale all’interno delle sue aziende per intercettare consensi elettorali - Posso concludere con certezza che Lonoce Pasquale sicuramente non si riferiva a me».

Secondo Tamburrano, insomma, quel denaro Lonoce lo avrebbe usato per sostenere Tarantino su cui ora pende una richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di corruzione elettorale per aver fatto assumere, proprio da Lonoce, ben 33 operai, nel periodo della sua campagna elettorale del 2018.




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